Rajasthan

3/24 agosto 2006

  • Delhi – Mosca/Delhi… quest’anno le parole d’ordine sono risparmio e coraggio e quindi: Aeroflot!!! Inizio col precisare che più vado indietro con i diari e più ricordare i nomi dei posti dove abbiamo dormito diventa complicato. Torno in Rajasthan dopo dodici anni e qui il tempo sembra essersi fermato, a parte la grande quantità di cellulari, non vedo grandi differenze… Dormiamo per un paio di notti a Delhi, giusto il tempo di incontrare Joginder Singh Chauhan, detto Joggy, un amico di un’amica che fa l’autista e che ci accompagnerà per tutto il Rajasthan. Partenza verso Jhunjhunu.
  • Jhunjhunu/ Mandawa – Alloggiamo al Jamuna Resort a Jhunijhunu un posto bellissimo immerso nel verde e nell’umidità! Sia a Jhunijhunu che a Mandawa le cose più belle da vedere sono le lussuose e decadenti haveli appartenute ai ricchi commercianti del XIXsecolo. Queste due cittadine sono davvero delle gallerie d’arte a cielo aperto. Alcune haveli sono restaurate, altre sono diventate degli alberghi e moltissime purtroppo o per fortuna sono lasciate al degrado del tempo. Tappa successiva Bikaner.
  • Bikaner – Prima di arrivare a Bikaner, tappa obbligata al Tempio dei Topi, Karni Mata, un posto a circa 30 km da Bikaner, oserei dire maledettamente indiano, assurdo e affascinante! Circa 20000 topi che circolano liberamente tra i piedi della gente e che divorano enormi ciotole di latte e una quantità industriale di polpette ricoperte di zucchero!! Di leggende sul tempio di Karni Mata ne ho sentite circa mille…diciamo che la cosa che accomuna tutte è che i topi sono la reincarnazione degli avi e di conseguenza vengono trattati come dei re e rimpinzati di cibo! Altre cose da vedere a Bikaner: il Bhandasar Jain Temple, forse il più bel tempio giainista che io abbia mai visto, il forte e una chicca…da queste parti ci sono un sacco di scuole di pittura in miniatura, vale davvero la pena andare a visitarne qualcuna…dico solo che ho visto un puntino disegnato su un’unghia e guardandolo con la lente d’ingrandimento ho scoperto che il puntino era un elefante tutto bardato a festa!! Trasferimento verso Ovest, deserto del Thar, Jaisalmer!
  • Jaisalmer/Khuri/Jaisalmer – Dopo molte ore di viaggio in questa landa deserta dove non si vede nulla se non qualche camionetta dell’esercito, siamo vicino al confine con il Pakistan e si percepisce, ecco apparire la meraviglia delle meraviglie: Jaisalmer, la città d’oro! Ci sono parecchie cose da vedere tipo il forte, i mercati, il lago, ma la cosa più bella è godersi la cittadina d’altri tempi! Passeggiare, guardare, chicchierare…è sicuramente la cosa più bella!! Nel paese di Lodurva, a circa 15 km da Jaisalmer si può visitare il Parshwanath Temple, un tempio giainista maestoso ma, a mio parere, un po’ troppo “restaurato”! Da Jaisalmer si parte per Khuri, piccolo paese da cui partono gite in groppa ai cammelli alla volta di una nottata nel deserto del Thar. Consigliatissimo. Ritorno a Jaisalmer e partenza per Jodhpur.
  • Jodhpur – Jodhpur, la citta blu! Dominata dal Forte Mehrangarh che vigila dall’alto. La parte vecchia è molto bella e suggestiva, con tutte le sue case bianche e blu. Il forte è imponente!! Da vedere. Girando per le viuzze del centro storico si arriva alla piazza del Mercato Sardar con la famosa Clock Tower (torre dell’orologio). Qui si può trovare di tutto in particolare tonnellate e tonnellate di spezie ed ettolitri di banana lassi! Bene e ora si parte per Ranakpur…il nostro Joggy ci ripete dall’inizio della vacanza che quello è il posto più bello di tutta l’India (e a noi viene qualche sospetto…)
  • Ranakpur – Ed eccoci a Ranakpur, un piccolo villaggio immerso nella vegetazione dei monti di Aravalli e famoso per il grande tempio giainista di Adinatha. Da vedere assolutamente. La vita qui scorre tranquilla, forse anche troppo. Siamo in una specie di alberghetto, gestito da amici di Joggy, molto carino…sembra di essere in un campeggio in collina. Dopo varie congetture, e dopo aver avuto per giorni un grande punto interrogativo dipinto in faccia sul perchè Joggy volesse venire assolutamente qui e soprattutto volesse restarci di più che in qualsiasi altro luogo (bello è, per carità, però…un giorno va bene, due così così, il terzo giorno ti metti a parlare anche con i pappagalli visto che non c’è nient’altro!), abbiamo capito! Com’è quel detto… “tira di più….” ebbene si, pare che la causa di questo amore smisurato per Ranakpur fosse in realtà molto meno poetico e forse un po’ più romantico: a Ranakpur vive la sua amante!!! Ovviamente perdiamo le tracce di Joggy per circa due giorni!! Per fortuna conosciamo un signore molto carino e gentile che ci accompagna a fare un trekking in mezzo alle colline, tra pozze d’acqua con bufali giganti a mollo, farfalle, fiori e ogni altra bellezza che possa venire in mente, per raggiungere il Tempio di Adhar Devi sul monte Abu! La fatica è stata tanta ma arrivare lassù è stata forse la cosa più bella di tutta la vacanza! Partenza con qualche perplessità per Udaipur, piove a dirotto da un po’ e le strade, spesso sterrate, sono in condizioni paurose e c’è la possibilità che ad agosto, così senza tanti preavvisi, vengano chiuse! Diciamo che restare intrappolati a Ranakpur non sarebbe proprio il massimo! Per fortuna riusciamo ad arrivare ad Udaipur.
  • Udaipur – Udaipur, la città bianca o la città dei laghi. Un posto davvero incantevole! Alloggiamo in una haveli un po’ malconcia ma con un fascino senza precedenti! Questi palazzi sono meravigliosi, spesso fatiscenti ma con un’eleganza che non ho mai visto prima! Girare per la cittadina è la cosa più bella…non so cosa consigliare perchè basta camminare e lasciarsi trasportare da questa atmosfera da fiaba, arrivare ai tanti gath che portano al lago e vedere la vita quotidiana che scorre tra gente che lava i panni, che fa la puja mattutina o il saluto al sole, chi offre doni e chi si gode semplicemente questo posto incantevole! E poi il City Palace il palazzo, in marmo bianco e granito, un insieme di edifici realizzati dai vari Maharana che si sono susseguiti. E poi ancora il tempio induista Jagdish, situato proprio nel centro del paese, e dove noi abbiamo avuto la fortuna di vedere una delle feste più colorate dell’India: il festival della nascita di Krishna, non credo di aver mai visto tanta gente tutta insieme in vita mia!!!! Partenza per Pushcar.
  • Pushkar – E su Pushcar devo essere sincera, in dodici anni si è completamente trasformata e purtroppo non in meglio! Quando ci sono stata la scorsa volta mi aveva rapita… Pushkar, la città santa. Beh ora mi viene da chiamarla Pushkar la città dei turisti fricchettoni, delle fregature, dello shopping sfrenato (cosa che ovviamente abbiamo fatto anche noi!) e del buon cibo vegetariano! Da vedere e immergersi per un paio di giorni senza grosse aspettative, è il mio parere personale. Partenza per Jaipur.
  • Jaipur – Ed eccoci nella capitale del Rajasthan, la città rosa, con il suo caos di mezzi e umanità, con il suo palazzo dei venti, l’Hawa Mahal, che sembra quasi un alveare per la sua strana forma. In realtà si tratta della residenza delle mogli del Maharajah. Ha una facciata punteggiata da un gran numero di finestre, che servivano alle mogli per vedere cosa succedeva in città, dal momento che non potevano mettere piede fuori. Da vedere assolutamente. E poi vale la regola di tutte le altre cittadine visitate in questo viaggio: perdersi in mezzo al delirio!!!! Ritorno a Delhi.
  • Delhi – Piccola nota: stremata dal caldo e dal caos arrivano febbre, vomito (e vi risparmio il resto!), svenimenti causati dalla disidratazione, medici con siringhe di vetro fatte bollire nei recipienti di metallo, medicine dai colori improbabili, pozioni magiche dal sapore che non riesco nemmeno a descrivere… insomma i miei ultimi giorni in India sono stati pesanti al punto, in un momento di sconforto totale, di giurare che quella sarebbe stata l’ultima volta, non ci avrei mai più rimesso piede!! Ovviamente il pensiero nefasto è durato molto poco… e grazie alle sopracitate medicine e pozioni che mi hanno rimesso in piedi nel giro di 24 ore, ho passato il viaggio di ritorno (Delhi/Mosca/Milano Malpensa) sfogliando la mia Lonely… sognando e progettando il prossimo incontro con la mia indispensabile e amata India…

Team: Mario, Massimiliano, Tina e io…

…un po’ di colore…

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